Vai al contenuto

Alla scoperta degli angoli di glicine più suggestivi da fotografare in centro storico

La primavera è un’esplosione di colori e profumi, e a Pavia, come in molte altre città italiane, uno degli spettacoli più affascinanti è senza dubbio la fioritura del glicine.

Il periodo ideale per ammirare la fioritura del glicine a Pavia è generalmente tra aprile e maggio. Tuttavia, le tempistiche precise possono variare a seconda delle condizioni climatiche stagionali.

Una bella camminata per le vie del centro di Pavia permette di vendere alcuni angoli, solitamente anonimi, che diventano improvvise macchie di colore.

Si può partire da uno dei suggestivi chiostri dell’Università, dove un glicine rampicante decora con i suoi grappoli fioriti le arcate del Cortile delle Magnolie. La sua età esatta non è nota, ma si suppone sia lì da tempo.

Da Lungo Ticino è ben visibile lo spettacolo che ogni anno offre il balcone di una casa di ringhiera in via Porta Damiani

Un’altra splendida casa avvolta da questo rampicante in fiore si trova in Via Cossa.

In Via Calchi dal muro di una villa privata pende una profumatissima pianta di glicine e anche dietro alla Chiesa di San Michele si assiste alla stessa visione profumata. 

Anche in fondo a Via Cardano, verso ex Clinica Morelli, le mura lungo la strada si colorano di lilla e viola. E chissà quanti altri ce ne sono in città che non conosciamo.

Le leggenda del glicine

La leggenda del glicine affonda le sue radici in diverse culture, principalmente quelle orientali, dove questa pianta è particolarmente apprezzata per la sua bellezza e il suo significato simbolico.

Una delle leggende più diffuse in Giappone narra di un amore tragico tra una bellissima fanciulla di nome Fuji Musume (藤娘 – Fanciulla del Glicine) e un giovane di umili origini. La famiglia di lei, nobile e potente, si opponeva fermamente a questa unione a causa delle differenze di classe sociale.

I due giovani si incontravano segretamente sotto un pergolato di glicine, dove i fiori viola creavano un’atmosfera magica e discreta per i loro teneri scambi. Tuttavia, il loro amore fu scoperto e i due vennero separati con la forza.

Disperata per la perdita del suo amato, Fuji Musume si recò ogni giorno sotto il pergolato di glicine, cercando conforto nel luogo dei loro incontri. Si dice che le sue lacrime, intrise del suo dolore e del suo amore eterno, si trasformarono nei bellissimi fiori viola che pendono ancora oggi dalla pianta.

Secondo questa leggenda, i fiori di glicine rappresentano l’amore eterno, la perseveranza di fronte alle avversità e la bellezza che può nascere anche dal dolore.

Fonte Immagine: Depositphotos